Il tema sottostà all’intuizione e riproposizione di un archetipo architettonico: la tenda, luogo del riparo come del soccorso, caratterizzato dalla evidenza dei significati afferenti alla protezione ed all’accoglienza.

Semplicità, necessario controllo della forma, assenza di monumentalità a favore della confidenzialità quotidiana, comprensibilità del linguaggio e capacità comunicativa: questi sono gli attributi che sono apparsi come indifferibili nel processo di formalizzazione del progetto.

Assolutamente non secondaria è l’organizzazione distributiva interna, che deve assolvere a compiti di efficienza funzionale e gestionale, rapidità di lettura e decodifica immediata degli ambiti e dei percorsi.

Nel lotto assegnato vengono individuati due ambiti funzionali che corrispondono rispettivamente ai fronti contrapposti dell’edificio, uno di esclusiva competenza degli addetti per l’accesso dei mezzi CRI e del personale, l’altro a servizio dei visitatori.

L’organizzazione spaziale interna è articolata su due livelli. Il piano terra, che a sua volta si compone di due fronti contrapposti, è dotato di due accessi autonomi; il primo con funzioni di interfaccia pubblica (hall, sala corsi, area sosta equipaggi, servizi alla popolazione) l’altro, esclusivamente ad uso degli addetti, con funzioni di tipo operativo (hangar ambulanze, hangar mezzi di protezione civile, magazzini).

Al piano superiore si trovano gli uffici amministrativi, la presidenza, gli spazi per laboratori e la didattica nonchè in totale autonomia la sala operativa.

In relazione alle molteplici funzioni previste dalle esigenze del programma si è ritenuto utile considerare l’edificio utilizzabile a sezioni autonome, quindi con impegni energetici differenziabili.

L’orientamento degli ambienti è organizzato in modo da avere le funzioni a maggiore permanenza rivolte a sud per captare l’energia offerta dal sole: in inverno l’angolo di incidenza dei raggi molto piccolo assicura una efficace penetrazione della luce solare, mentre in estate i raggi solari sono schermati dal consistente aggetto di gronda e dal sistema dei frangisole, limitando gli apporti di calore all’interno. La forma compatta dell’edificio contribuisce a ridurre le dispersioni termiche.

LUOGO: SCANDIANO (RE) ITALIA
ANNO: 2017
PROGETTO: arch Andrea Marchi + arch Luca Celli
TIPO: CONCORSO (TERZO CLASSIFICATO)